La Via del Sale

Via del SalePer raggiungere il golfo del Tigullio partendo da Piacenza, è possibile farlo attraverso la Val Trebbia.

L’evento storico che lega la nascita di questo percorso, in questa parte di appennino è la nascita nel 612 del monastero di San Colombano a Bobbio.

la fondazione di questo fu voluta dai longobardi (che avevano a pavia la capitale), perché rientrava in una precisa strategia di espansione e di controllo di un territorio confinante con la Liguria bizantina.

Bobbio era diventato un importante centro di civiltà e cultura, con un reticolo strappava che collegava questo borgo al resto dell’Appennino.

L’espansione dei possedimenti bobbiesi si completa nel 744 in età carolingia con la cessione al monastero dei territori di Montelungo e Alpe Adra.

Le vie che da Bobbio raggiungevano le saline (già conosciute in epoca romana) di Salsominore, erano due e percorrevano gli alti versanti della Val d’Aveto.

-Una passava per Alpepiana dove vi era una chiesa dedicata a S.Petro (località che fino al 718 appartenne al monastero di S.Pietro in Ciel d’Oro di Pavia); da qui proseguiva per Rezzoaglio e Villa Cella verso la costa.

-Un’altra strada percorreva il versante destro della Val d’Avello , la quale passava per Torrio e attraverso il passo del Tomarlo giungeva a Calice (entrambi di possedimento bobbiese).

Poi proseguiva verso Bedonia e Borgotaro.

Questo ultimo itinerario in realtà era parte di un percorso ben più lungo, che conduceva in Toscana e poi a Roma.

L’utilizzo a tal fine di questo tragitto era testimoniato da un documento che affermare che nel 1204 a Borgotaro esisteva una chiesa dedicata a S.Colombano che aveva il dovere di provvedere alle necessità dell’abate di Bobbio in viaggio verso Roma.

In età medioevale con i feudi, la trama delle strade si fece più precisa a causa della volontà del controllo delle strade per riscuotere pedaggi.

Da un documento del 1251 deduciamo che in val d’Avello erano presenti tre strade:

-Cella: transitava per Villa Cella possedimento bobbiese (legame con pavia e il mondo longobardo). Successivamente si supera il Passo delle Rocche; successivamente a bonifiche di paludi eseguite dai monaci di Villa Cella, il sentiero venne intrapreso anche a fondovalle. Si intraprendeva il passo del Bozale, e con una mulattiera si scendeva alla Squazza, successivamente proseguiva in linea retta attraversando Borzonasca, casali, Malanotte e Brizzolara.

-Ventarola: In questo paese si può ancora notare un portale diroccato del 1631 che indicava uno snodo stradale. Questa strada utilizzava la conformazione geologica della valle.

-Cifalco: questa via percorreva il crinale che separa la Val d’Avello dalla Val Trebbia. Strada che accorciava sensibilmente il tempo di percorrenza, in quanto evitava i guadi creati dalla conformazione geologica come nelle strade di fondovalle.

Perà era una via da percorrere solo in presenza di tempo buono.

L’itinerario passava sotto la vetta del monte Gifarco (in cima era collocata una postazione di avvistamento e di riscossione del pedaggio).

Su questo tragitto si immetteva una strada che giungeva da Lucca e da Firenze, utilizzata dai commercianti per trasportare i tessuti in Francia (in quanto più corta).

La testimonianza dell’utilizzo di questo percorso era dato Dai Doria che nel 1549 chiesero al marchese di Santo Stefano di ristrutturare un abitazione e renderla osteria, perché avrebbe prodotti buoni guadagni dai mulattieri toscani.

Tra l’altro da alcuni trattati stipulati a roma, il commercio veniva obbligato su queste strade in alcune direzioni, e chi veniva trovato su altri percorsi, veniva accusato di contrabbando.

Invece dalla riviera il primo tratto che doveva raggiungere la Val d’Avello venne costruita nel 1834 da Chiavari a Borgonovo. Successivamente nel 1850.1851 venne creato il tratto tra Borgonovo e Borzonasca e nel 1859 la stasa arrivò fino a Brizzolara.

In questo punto la strada si interrompeva, e numerosi borghi come quello di Rezzoaglio ne chiesero il completamento, perché avrebbe giovato alla propria posizione di fondovalle.

Il ministero della guerra era contrario a finire questro tratto per ragioni strategiche.

A cercare di completarlo ci pensarono gli inglesi, che interessati ad alcuni giacimenti di minerali nelle aree limitrofe, speravano che con parte del ricavato si potesse finanziare il proseguimento dei lavori (ma così non fu).

La situazione si sblocco e la strada venne costruita nel 1906 raggiungendo Cabanne nel 19011.

La diffusione del trasporto si carri avvio al declino delle antiche strade, si preferì percorsi carrabili più lunghi ma che collegassero tutti i paesi della valle.

Per avere un collegamento diretto da Marsagli a Boschi (dalla pianura al mare), mancava un tratto di strada che fu aperta  nel 1930, con la costruzione della diga di Boschi, e il successivo collegamento fino a Rezzoaglio venne ultimato nel 1939.

Si parlava della via più breve che da Milano arrivava alla riviera del Levante.

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